Contributo minimale calcolato sulla retribuzione virtuale

L’importo della retribuzione, da assumere come base di calcolo dei contributi previdenziali, non può essere inferiore all’importo di quella che ai lavoratori del settore sarebbe dovuta in applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative su base nazionale (cd. “minimale contributivo”). Per le imprese edili sono individuate ipotesi di esenzione dall’obbligo del minimale contributivo, ma incombe sul datore di lavoro l’onere di allegare e provare la ricorrenza di tali ipotesi. (Corte di Cassazione – Ordinanza 25 novembre 2021, n. 36713).

Il Caso


Nel caso di specie gli ispettori hanno contestato al datore di lavoro l’omissione contributiva in considerazione del versamento effettuato sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta, in ragione dei giorni di presenza dei lavoratori, senza tenere conto del minimale contributivo.
Il giudice del lavoro ha confermato la pretesa contributiva, ritenendo che il datore di lavoro fosse tenuto al versamento del cd. “minimale contributivo” e che, quindi, dovesse rapportare la contribuzione alla retribuzione prevista dalla contrattazione collettiva prevalente nel settore di appartenenza e non a quella effettivamente versata in ragione dei giorni di presenza dei lavoratori.

Decisione della Cassazione


La decisione, impugnata dall’impresa, è stata confermata dalla Corte di Cassazione.
La Corte Suprema ha affermato che l’importo della retribuzione, da assumere come base di calcolo dei contributi previdenziali, non può essere inferiore all’importo di quella che ai lavoratori di un determinato settore sarebbe dovuta in applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative su base nazionale – cd. “minimale contributivo” (art. 1 del D.L. 9 ottobre 1989, n. 338).
In base alla disposizione – con esclusiva incidenza sul rapporto previdenziale – il riferimento alla contrattazione collettiva opera senza le limitazioni derivanti dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 36 Costituzione (cd. “minimo retributivo costituzionale”), in quanto rilevanti solo quando a detti contratti si ricorre – con incidenza sul distinto rapporto di lavoro – ai fini della determinazione della giusta retribuzione.
La regola del minimale contributivo deriva dal principio di autonomia del rapporto contributivo rispetto alle vicende dell’obbligazione retributiva, ben potendo l’obbligo contributivo essere parametrato ad importo superiore a quanto effettivamente corrisposto dal datore di lavoro.
La Corte Suprema osserva che per il settore dell’edilizia, in particolare, le ipotesi di esenzione dall’obbligo del minimale contributivo sono espressamente individuate dalla disciplina di settore (art. 29 del D.L. n. 244 del 1995), in ragione della peculiarità del settore medesimo ove la possibilità di rendere la prestazione lavorativa è normalmente condizionata da eventi esterni che sfuggono al controllo delle parti.
Nondimeno, anche nei settori diversi da quello edile, la contribuzione risulta dovuta nei casi di assenza del lavoratore o di sospensione concordata della prestazione stessa che costituiscano il risultato di un accordo tra le parti derivante da una libera scelta del datore di lavoro e non dalle ipotesi previste dalla legge e dal contratto collettivo (quali malattia, maternità, infortunio, aspettativa, permessi, cassa integrazione).
Di conseguenza, precisa la Corte Suprema, qualora gli enti previdenziali e assistenziali pretendano da un’impresa differenze contributive sulla retribuzione virtuale determinata secondo il criterio del minimale contributivo (ai sensi dell’art. 1, co. 1 del D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, anche con riferimento all’orario di lavoro, incombe al datore di lavoro allegare e provare la ricorrenza di un’ipotesi eccettuativa dell’obbligo.


Pertanto, l’esenzione dall’obbligo del contributivo, sulla base della necessità di adeguare la contribuzione alla prestazione effettivamente resa (id est: alle giornate lavorative effettivamente espletate), deve ritenersi ammessa soltanto per quelle situazioni di “sospensione” dell’attività lavorativa per le quali, detta esenzione, sia stabilita da fonti legali e/o contrattuali.

Pubblici esercizi: sospensione dell’erogazione dell’elemento economico di garanzia dalla Fipe



La FIPE ha dato indicazione di non procedere all’erogazione dell’elemento economico di garanzia da erogare con la retribuzione del mese di novembre 2021.


La Federazione, in conseguenza della gravissima crisi di tutto il settore dei pubblici esercizi, causata dalle misure restrittive e di contenimento a seguito della pandemia da Covid-19, dà indicazione di non procedere alla erogazione dell’elemento economico di garanzia, previsto con la retribuzione del mese di novembre 2021.















Livello

Importi in euro

A, B 186,00
1, 2, 3 158,00
4, 5 140,00
6S, 6, 7 112,00


Da parte della Federazione è stata ribadita, la posizione federale di non corrispondere l’importo previsto a titolo di elemento economico, con la retribuzione del mese di novembre.
Come noto, questa decisione trova il suo fondamento nel quadro economico di gravissima crisi del settore, a seguito della pandemia da Covid-19. Inoltre, l’elemento economico di garanzia, è un trattamento legato alla produttività, tanto che le norme contrattuali, introdotte per il premio di risultato, si applicano anche all’elemento economico di garanzia.
Le mutate condizioni rispetto al momento della sottoscrizione del CCNL, non rendono, infatti, possibile erogare un trattamento retributivo legato alla produttività in una situazione di grave crisi economica come quella che tutte le imprese del settore hanno attraversato e stanno tuttora stanno vivendo, legata alle perduranti incertezze generate dalla pandemia.
La decisione assunta dalla Federazione, collegata alla gravissima crisi del settore, trova, peraltro, il fondamento tecnico nul CCNL, esplicito nella previsione della fattispecie di deroga all’obbligo con il richiamo: “a fronte di situazioni economiche di particolare rilievo o con riferimento ad eventi estremi…”
La posizione della Federazione, peraltro già formalizzata in una lettera inviata alle Segreterie Generali delle OO.SS. dei lavoratori, con la quale le stesse hanno dato indicazione alle strutture di non procedere erogare l’elemento economico di garanzia, è stata nuovamente comunicata nella riunione del 10 novembre scorso.
A loro volta, le OO.SS. non si sono ancora espresse in merito.
Si ricorda, inoltre, che dal mese di novembre 2021, il CCNL ha previsto nuovamente l’inclusione  degli scatti di anzianità nel calcolo del Trattamento di fine rapporto.
La norma transitoria, infatti, dispone che, è escluso dalla quota annua della retribuzione utile ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto, l’importo degli scatti di anzianità, dalla data dell’1/1/2018 fino al 31/10/2021.

Trasporto e Logistica: protocollo sicurezza Covid-19

Siglato l’11/11/2021, tra il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, le associazioni datoriali Confindustria, Confetra, Confcoooperative, Conftrasporto/Confcommercio, Confartigianato Trasporti, Assoporti, Assaeroporti, CNA-FITA, AICAI, ANITA, ASSTRA, ANAV, AGENS, Confitarma, Assarmatori, Legacoop Produzione Servizi e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica.

Il 14/3/2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, relativo a tutti i settori produttivi (successivamente aggiornato il 6/4/2021) e, in data 20/3/2020, il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti nel settore dei trasporti e della logistica. Il 30/8/2021 sono state inoltre modificate con Ordinanza del Ministro della Salute le “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel trasporto pubblico”. Stante le ulteriori misure normative intercorse, il mutare della situazione epidemiologica e l’evoluzione della campagna di vaccinazione, l’introduzione dell’obbligo di certificazione verde per i lavoratori si ritiene necessario procedere ad un aggiornamento del Protocollo condiviso di regolamentazione relativo al settore trasporti e logistica.
Il suddetto protocollo prevede adempimenti per ogni specifico settore nell’ambito trasportistico, ivi compresa la filiera degli appalti funzionali al servizio ed alle attività accessorie e di supporto correlate. Ferme restando le misure per le diverse modalità di trasporto, si richiama l’attenzione sui seguenti adempimenti comuni e sugli adempimenti per i seguenti settori:
– SETTORE AEREO
– SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI
– SETTORE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE AUTOMOBILISTICO, METROPOLITANO, TRANVIARIO, FILOVIARIO, FUNICOLARI, LACUALE, LAGUNARE, COSTIERO E FERROVIARIO DI COMPETENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
– SETTORE FERROVIARIO DI INTERESSE NAZIONALE E A LIBERO MERCATO
– SETTORE MARITTIMO E PORTUALE
– SERVIZI DI TRASPORTO NON DI LINEA.

CCNL FEDERALBERGHI: Dichiarazione congiunta delle Parti

Il giorno 22/11/2021, FEDERALBERGHI, FAITA-FEDERCAMPING e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL, parti stipulanti il CCNL Turismo 18/1/2014 si sono incontrate per esaminare congiuntamente lo stato del settore e concordare le iniziative conseguenti

Le parti hanno analizzato la grave situazione causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, i cui sviluppi – nonostante il buon andamento della campagna vaccinale e le misure prese per contenere la diffusione del contagio sui luoghi di lavoro – destano preoccupazione per l’andamento dell’economia turistica in generale e per la ripresa del settore ricettivo.
Il confronto tra le parti si è soffermato sul calo delle presenze turistiche nell’anno in corso, sulla perdita di fatturato delle imprese ricettive e sulla rilevante flessione dei dati occupazionali del settore.
Alla luce delle difficili prospettive legate all’evoluzione del quadro di restrizioni connesso all’emergenza epidemiologica le parti hanno concordato sulla necessità di richiedere a Governo e Parlamento una proroga delle integrazioni salariali con causale Covid-19 fino al manifestarsi concreti e duraturi segnali di ripresa economico occupazionale nel settore turistico-ricettivo e in ogni caso fino al mese di aprile 2022, nell’attuale quadro di tutele.
Con riferimento al confronto per il rinnovo del CCNL Turismo, avviato il 27/2/2020, le parti hanno ribadito la centralità e il valore della contrattazione collettiva nazionale per il settore e hanno manifestato la volontà di proseguire in tale ambito nel confronto anche al fine di esaminare e porre in essere tutte le iniziative utili per individuare le soluzioni più opportune che possano accompagnare la ripresa del settore.

Criteri di scelta dei lavoratori da licenziare nell’ambito del licenziamento collettivo

In caso di licenziamento collettivo è legittima l’adozione concordata tra le parti sociali di criteri di scelta dei lavoratori da licenziare anche difformi da quelli legali, purché rispondenti a requisiti di obiettività e razionalità (Cassazione – Ordinanza del 24 novembre 2021, n. 36451

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione nell’Ordinanza del 24 novembre 2021, n. 36541, chiamata ad esprimersi sulla sentenza della Corte d’appello di Roma, n. 3735 del 2019, che accoglieva nell’ambito di un licenziamento collettivo, il reclamo proposto da una Società datrice di lavoro e per effetto rigettava le domande proposte da alcuni lavoratori intese ad ottenere l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento loro intimato.
La Corte di appello, in sintesi, escludeva la violazione dei criteri di scelta di cui all’art. 5 legge n. 223/91 per avere l’azienda delimitato il bacino di comparazione per individuare i dipendenti da licenziare ai soli lavoratori addetti ad una sede specifica, pur sussistendo fungibilità di mansioni con altri lavoratori addetti ad altre sedi. Deduceva che in esito all’accordo sindacale le parti avevano convenuto, come previsto dall’art. 5 comma 1, legge n. 223 del 1991, la legittima determinazione del criterio di scelta in quello delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative riferito alla sola platea degli addetti alla sede interessata.

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso dei lavoratori e sostenendo la decisione della Corte di Appello, ha riaffermato il principio secondo il quale nell’ambito di un licenziamento collettivo è legittima l’adozione concordata tra le parti sociali di criteri di scelta dei lavoratori da licenziare anche difformi da quelli legali, purché rispondenti a requisiti di obiettività e razionalità.
Inoltre è del pari legittima la scelta di escludere dalla comparazione i lavoratori di equivalente professionalità che siano però addetti ad unità produttive non soppresse dislocate sul territorio nazionale in quanto la circostanza, da accertarsi in concreto e nello specifico verificata, che il mantenimento in servizio dei dipendenti appartenenti all’unità soppressa esigerebbe il loro trasferimento in altra sede, con aggravio di costi per l’azienda e interferenza sull’assetto organizzativo può assumere rilievo ed essere un criterio legittimo che esclude la necessità di comparazione ove, come nella specie, il numero dei lavoratori coinvolti sia tale da configurare un trasferimento collettivo, che avrebbe implicato la necessità di concordare in sede sindacale la formazione di graduatorie redatte in base a criteri predeterminati.

INPS: esenzione ai fini fiscali delle somme erogate a titolo di anticipazione NASpI


Si forniscono indicazioni in materia di esenzione ai fini fiscali delle somme erogate a titolo di anticipazione NASpI, in un’unica soluzione, per la sottoscrizione di quote di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio.


L’Agenzia delle entrate ha stabilito i criteri e le modalità di attuazione della richiamata disposizione normativa. In particolare, l’Agenzia ha disposto che i lavoratori che intendano richiedere la liquidazione anticipata, in un’unica soluzione, della prestazione NASpI per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio, sono tenuti, ai fini del riconoscimento dell’esenzione, ad allegare alla domanda dianticipazione i seguenti documenti:
– attestazione di avvenuta iscrizione della cooperativa nel Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio, nonché nell’Albo nazionale delle società cooperative gestito dalle Camere di Commercio unitamente all’indicazione degli estremi per la successiva verifica;
– stralcio dall’elenco dei soci corredato da una dichiarazione del Presidente della cooperativa attestante l’avvenuta iscrizione dell’interessato e l’attività allo stesso assegnata;
– dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui il richiedente dichiara di destinare l’intero importo percepito al capitale sociale della cooperativa interessata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno di imposta in cui è stata percepita la prestazione.
In ragione delle suddette disposizioni, i titolari dell’indennità di disoccupazione NASpI, che richiedono l’erogazione della stessa in forma anticipata per la sottoscrizione di quote di capitale sociale di una cooperativa e che intendono avvalersi della esenzione ai fini fiscali delle somme erogate a titolo di anticipazione NASpI, al momento della presentazione della domanda di anticipazione sono tenuti a produrre la documentazione menzionata, allegando la stessa con le consuete modalità.
In assenza di tutta la richiamata documentazione, il richiedente la prestazione in forma anticipata per la sottoscrizione di quote di capitale sociale di una cooperativa non potrà beneficiare dell’esenzione ai fini fiscali delle somme percepite a titolo di anticipazione NASpI; al riguardo, l’Inp precisa che la domanda di anticipazione NASpI verrà comunque istruita, tuttavia, qualora sia accolta, le somme erogate saranno regolarmente soggette alla tassazione prevista per l’anticipazione NASpI in un’unica soluzione.


Nell’ipotesi in cui il beneficiario della prestazione NASpI in forma anticipata si rioccupi con rapporto di lavoro subordinato nel periodo teorico di spettanza della prestazione è tenuto alla restituzione dell’intero importo percepito a titolo di anticipazione, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia stato instaurato con la società cooperativa della quale ha sottoscritto una quota.
Laddove l’assicurato che ha percepito la NASpI in forma anticipata per la sottoscrizione di quote di capitale sociale di una società cooperativa instauri – prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI – un rapporto di lavoro subordinato con un datore di lavoro diverso dalla cooperativa di cui ha sottoscritto una quota, questi è tenuto alla restituzione dell’intera somma percepita a titolo di anticipazione NASpI.


Determinazione EVR 2021 nell’industria edile di Biella



Siglato il 5/7/2021, tra l’ANCE Biella e la FeNEAL UIL, la FILCA CISL, la FILLEA CGIL, il rinnovo del CIPL per i dipendenti dell’industria edile di Biella.


Con il suddetto rinnovo, l’obbiettivo comune deve essere la sussistenza della Cassa Edile con i contributi derivati sulla base imponibile prevista dal CCNL, e quindi contrattualmente e giuridicamente corretta. Il contributo Gestione Cassa Edile viene fissato nella misura del 2,25% come definito dal CCNL.
E’ interesse di tutte le parti non aggiungere ulteriori costi non sopportabili, se non esclusivamente quelli discussi in sede di rinnovo.
A fronte di quanto in premessa, per sostenere la gestione della Cassa Edile e mantenere l’equilibrio contributivo, la parte datoriale prevede un contributo dell’1% a carico delle sole imprese, nell’ambito degli oneri mutualizzati oltre allo 0,20%.


Determinazione EVR annualità 2021


VERIFICA TERRITORIALE DEGLI INDICATORI



























INDICATORE

INCIDENZA PONDERALE

MEDIA TRIENNIO 2020/2019/2018

MEDIA TRIENNIO 2017/2018/2019

ESITO

Numero lavoratori iscritti in Cassa Edile 25% 988 959 Positivo
Monte salari denunciato in Cassa Edile 25% 21.977.348 21.861.350 Positivo
Ore di lavoro denunciate in Cassa Edile 25% 1.508.949 1.500.417 Positivo
Ore Cigo/Cigs rapportate al numero dei lavoratori iscritti in Cassa Edile 25% 71,37 80,16 Positivo


Tabella EVR misura piena del 4%


Importi orari EVR operai anno 2021















OPERAI

IMPORTO ORARIO

Operaio 4° livello 0,29 euro
Operaio specializzato 3° livello 0,27 euro
Operaio qualificato 2° livello 0,25 euro
Operaio comune 1° livello 0,21 euro


Importi mensili EVR impiegati anno 2021
























IMPIEGATI

IMPORTO MENSILE

1° Categoria Super- 7° livello 71,63 euro
1° Categoria – 6° livello 64,48 euro
2° Categoria – 5° livello 53,72 euro
Impiegati Tecnici – 4° livello 50,14 euro
3° Categoria – 3° livello 46,56 euro
4° Categoria – 2° livello 41,91 euro
Primo Impiego -1° livello 35,82 euro


Tabella EVR misura ridotta al 2,6%


Importi orari EVR operai anno 2021 – misura ridotta















OPERAI

IMPORTO ORDINARIO

Operaio 4° livello 0,19 euro
Operaio Specializzato 3° livello 0,18 euro
Operaio Qualificato 2° livello 0,16 euro
Operaio Comune 1° livello 0,14 euro


Importi mensili EVR impiegati anno 2021 – misura ridotta
























IMPIEGATI

IMPORTO MENSILE

1° Categoria Super-7° livello 46,56 euro
1° Categoria – 6° livello 41,91 euro
2° Categoria -5° livello 34,92 euro
Impiegati Tecnici – 4° livello 32,60 euro
3° Categoria – 3° livello 30,27 euro
4° Categoria – 2° livello 27,24 euro
Primo Impiego -1° livello 23,28 euro


 

CCNL Farmacie: è applicabile il rinnovo



E ‘applicabile l’accordo sottoscritto lo scorso settembre per il rinnovo del CCNL Farmacie che era in attesa di ratifica.


Via libera all’applicazione dell’accordo, approvato definitivamente sia da parte dell’Assemblea nazionale di Federfarma che dalle OO.SS. dei lavoratori. Si attende, ora, la stesura integrale del CCNL, che decorre fino al 30/8/2021.
Pertanto, a decorrere dal corrente mese di novembre verranno erogati i seguenti aumenti retributivi mensili: 80 euro commisurati al 1° livello della paga base.


Farmacie Private






































































































Livelli

Paga base


al 31/7/2008

Aumento


CCNL 1/8/2008

Nuova paga base


Dall’1/8/2008

Contingenza

E.D.R.

I.S.Q.

Totale

Area Q1 1.579,00 89,97 1.668,97 536,07 10,33 130,00 2.345.37
Area Q2 + 12 anni (*) 1.349,19 150,00 1.499,19 530,45 10,33 130,00 2.169,97
Area Q2 + 2 anni (*) 1.349,19 150,00 1.499,19 530,45 10,33 100,00 2.139,97
Area Q3 + 12 anni (*) 1.349,19 80,00 1.429,19 530,45 10,33 130,00 2.099,97
Area Q3 + 2 anni (*) 1.349,19 80,00 1.429,19 530,45 10,33 100,00 2.069,97
1.349,19 80,00 1.429,19 530,45 10,33   1.969,97
1.144,94 70,95 1.215,92 521,63 10,33   1.747,88
1.062,78 67,39 1.130,17 519,00 10,33   1.659,50
954,37 62,65 1.017,02 515,40 10,33   1.542,75
841,25 57,72 898,97 512,07 10,33   1.421,37
753,91 53,90 807,81 509,11 10,33   1.327,25


(*) Anzianità complessiva maturata nel Livello 1° e nell’Area Q


Farmacie Rurali Sussidiate






































































































Livelli

Paga base


al 1/12/2012

Aumento


CCNL 1/11/2021

Nuova paga base


dall’1/11/2021

Contingenza

E.D.R.

I.S.Q.

Totale

Area Q1 1.515,84 86,37 1.602,21 536,07 10,33 130,00 2.278,61
Area Q2 + 12 anni (*) 1.295,22 144,00 1.439,22 530,45 10,33 130,00 2.110,00
Area Q2 + 2 anni (*) 1.295,22 144,00 1.439,22 530,45 10,33 100,00 2.080,00
Area Q3 + 12 anni (*) 1.295,22 76,80 1.372,02 530,45 10,33 130,00 2.042,80
Area Q3 + 2 anni (*) 1.295,22 76,80 1.372,02 530,45 10,33 100,00 2.012,80
1.295,22 76,80 1.372,02 530,45 10,33   1.912,80
1.099,14 68,14 1.167,28 521,63 10,33   1.699,24
1.020,27 64,70 1.084,97 519,00 10,33   1.614,30
916,18 60,15 976,33 515,40 10,33   1.502,06
807,60 55,41 863,01 512,07 10,33   1.385,41
723,75 51,74 775,49 509,11 10,33   1.294,93


(*) Anzianità complessiva maturata nel Livello 1° e nell’Area Q


Con riferimento all’attività di vaccinazione affidate dal Piano Nazionale ai farmacisti per il contrasto al Covid-19, all’esclusivo fine di incentivare il persona le dipendente ed in via del tutto sperimentale, si prevede il riconoscimento di un compenso aggiuntivo non inferiore a 2,00 euro lordi, per ciascuna vaccinazione effettuati dal farmacista; quest’ultimo potrà, in alternativa, optare per un compenso forfettario annuale nella misura di 200,00 euro lordi.


Nuova classificazione Quadri
Con decorrenza dall’1/11/2021 la categoria dei Quadri è articolata in tre aree professionali a ciascuna di esse corrisponde un livello retributivo commisurato alla diversificazione delle responsabilità, pur ricomprendendo mansioni tutte ugualmente esigibili, secondo l’articolazione di seguito indicata.
– Area Q1: come già previsto dal CCNL, Direttore responsabile;
– Area Q2: appartiene a tale area il farmacista collaboratore che abbia maturato un elevato grado di specializzazione, possieda specifiche competenze tecnico professionali (attestate anche mediante la proficua partecipazione a corsi di formazione) e svolga una o più delle mansioni di cui all’art. 4;
Alla luce delle significative riforme in ordine alle attività che sono esercitate nell’ambito della Farmacia dei Servizi in base alla normativa vigente, le Parti condividono la necessità di implementare e valorizzare le nuove attività che in questo ambito possono essere svolte dal farmacista mediante la previsione di una nuova figura professionale.
Tale nuovo inquadramento è riconosciuto al farmacista che svolge una delle seguenti mansioni:
– attività di gestione di uno specifico settore o area istituti all’interno della Farmacia dei Servizi quando ne viene esercitata la piena ed autonoma responsabilità nella gestione; per settore o area si intendono, in via esemplificativa, la telemedicina, la diagnostica di prima istanza, ecc.;
– responsabile del coordinamento dei servizi nelle Farmacie organizzate per svolgere pluralità di servizi.
Al farmacista inquadrato in Area Q2 viene riconosciuto un minimo tabellare incrementato di euro 70 mensili rispetto a quello previsto per l’Area Q3.
Resta fermo il diritto del farmacista inquadrato in Area Q2 all’indennità speciale Quadri (ISQ) nella misura applicabile al farmacista inquadrato nel livello Q3 dal CCNL.
– Area Q3: il farmacista collaboratore dopo 24 mesi di servizio nella qualifica.


 


Permessi retribuiti
Gruppi di 4 o di 8 ore di permesso individuale retribuito verranno fruiti dai lavoratori in sostituzione delle 4 festività abolite dal combinato disposto della legge 5/3/1977, n. 54 e del DPR 28/12/1985, n. 792.
Per tutti i lavoratori assunti dall’1/11/2021 dai titolari di Farmacie fino a 40 dipendenti, fermo restando il godimento delle suddette ore di permesso, le ulteriori ore di permesso di cui al terzo comma pari 40 ore, verranno riconosciute in misura pari al 50%, decorsi tre anni dall’assunzione e in misura pari al 100% decorsi sei anni dall’assunzione. A tal fine per il calcolo degli anni di servizio si terrà conto anche del servizio prestato presso altre Farmacie che dovrà essere documentato per iscritto all’atto dell’assunzione a pena di decadenza.
Inoltre, in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato di contratti di apprendistato e contratti a tempo determinato, il computo dei periodi di cui al sesto comma decorrerà dalla data della prima assunzione, considerando esclusivamente i periodi di iscrizione nel libro unico del lavoro successivi al 1/11/2021.


Assistenza sanitaria integrativa
A decorrere dall’1/11/2021, per il finanziamento dell’assistenza sanitaria integrativa è dovuto un contributo pari a 13 euro mensili, per 12 mensilità e non computabile nel TFR, a carico del datore di lavoro. Il sistema di assistenza sanitaria integrativa dovrà essere operante dall’1/1/2022 e la Parti stipulanti dovranno individuare le modalità di erogazione. In mancanza i 13 euro mensili saranno erogati come EDR.


Ente nazionale bilaterale
Al fine di assicurare operatività all’Ente Bilaterale Nazionale (EBN), la quota contrattuale di servizio per il relativo finanziamento è fissata a decorrere dall’1/7/2023 nella misura globale del 0,10 per cento di paga base e contingenza, per quattordici mensilità, di cui 0,05 per cento a carico del datore di lavoro e 0,05 per cento a carico del lavoratore.
Le Parti si danno atto che nel computo degli aumenti del contratto si è tenuto conto dell’obbligatorietà del contributo al EBN. Conseguentemente, con la medesima decorrenza, il datore di lavoro che ometta il versamento delle suddette quote, è tenuto a corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo maggiorato del 10%, per 14 mensilità, e che rientra nella retribuzione contrattuale.

Avvisi di addebito Inps: niente estensione dei termini di notifica


L’ambito applicativo dell’art. 2 del D.L. n. 146/2021, con cui è stato disposto che per le cartelle di pagamento notificate dall’Agente della riscossione dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 viene prolungato fino a 150 giorni dalla notifica, il termine per il relativo pagamento senza l’applicazione di ulteriori somme aggiuntive, non riguarda gli avviso di addebito con valore di titolo esecutivo emessi dall’INPS (INPS – messaggio 24 novembre 2021, n. 4131).

L’art. 2, D.L. n. 146/2021, ha stabilito che con riferimento alle cartelle di pagamento notificate dall’agente della riscossione dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, il termine per l’adempimento dell’obbligo risultante dal ruolo è fissato in 150 giorni.


Per le cartelle di pagamento notificate dall’Agente della riscossione dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 viene, quindi, prolungato fino a 150 giorni dalla notifica (rispetto ai 60 giorni ordinariamente previsti), il termine per il relativo pagamento senza l’applicazione di ulteriori somme aggiuntive.


L’estensione, non trova però applicazione per gli avvisi di addebito Inps, vista l’assenza nella formulazione del cit. art. 2 di qualsiasi riferimento all’attività di riscossione delle somme, a qualunque titolo dovute all’Inps.


La riscossione delle somme di cui all’art. 30, D.L. n. 78/2010 ricade, quale attività gestionale avente ad oggetto contributi previdenziali, nella esclusiva competenza dell’Inps e la disposizione prevista dall’art. 2, D.L. n. 146/2021 è riferita alla sola attività di notifica delle cartelle di pagamento svolta dall’agente della riscossione.


Pertanto, per gli avvisi di addebito Inps resta fermo il termine di 60 giorni dalla notifica, previsto dall’art. 25, co. 2, D.P.R. n. 602/1973 per il pagamento di quanto richiesto nel medesimo avviso.


Dal 6 dicembre, green pass rafforzato


È stato approvato il DL contenente misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.

In particolare, il provvedimento prevede che la durata di validità del Green Pass venga ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.
L’obbligo di Green Pass viene esteso ai seguenti ettori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale.
Inoltre, dal 6 dicembre prossimo viene introdotto il Green Pass rafforzato per coloro che sono o vaccinati o guariti.
Il nuovo Certificato verde serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti: spettacoli, spettatori di eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche.
In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato.
Dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 è previsto che il Green Pass rafforzato per lo svolgimento delle attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, debba essere utilizzato anche in zona bianca.


Sarà disposto un rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture che devono prevedere un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’interno.
Il Governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa altre decisioni: è già consentita la terza dose dopo 5 mesi dalla seconda; aprirà da subito la terza dose per gli under 40; se autorizzate, potranno essere avviate campagne vaccinali per la fascia di età 5-12 anni.